Dentro il Festival
E' il desiderio che fa muovere le montagne, non la fede. (Joumana Haddad)
Di giorno la mia risata appartiene agli altri, ma la mia cena segreta mi appartiene. Chi comprende il mio ritmo mi conosce mi segue ma mai mi raggiunge (J Haddad)
Nel chiostro della chiesa di San Barnaba Joumana Haddad, poetessa, giornalista e traduttrice mi sorprende subito per la giovane età, la bellezza e l'eleganza occidentale. Accompagnata dal violinista Stefano Angiuli e da Nella Roveri, con voce suadente legge e interpreta alcune delle sue poesie alternando un perfetto italiano alla sua lingua d'origine, l'arabo, e lo fa con una passione ed una sensualità travolgente. Dialogando con noi ci racconta della sua passione per Cesare Pavese "incontrato" nella scuola di lingua francese che frequentava, aveva da poco perso una carissima zia, morta suicida, quando la sua professoressa di letteratura propose il poeta italiano con "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi". Le emozioni furono così forti da spingerla a cercare altri lavori di Pavese al punto da studiare l'italiano per poterle leggere in lingua originale. In memoria di Cesare Pavese e di 150 poeti morti suicidi ha dedicato una raccolta di pesie che porta il titolo della già citata poesia. Le sue raccolte, ancora non tradotte in italiano, ma ci ha anticipato che a gennaio 2009 anche in Italia uscira la prima raccolta nella nostra lingua, sono: "Il tempo del sogno", "Due mani verso l'abisso" ,"Il ritorno di Lilith", "Brutte abitudini" E "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi". Mi trova d'accordo quando dice: <<Dobbiamo concepire noi stessi come due rive di un fiume che guardano l'una come se fosse l'altra la pià bella. Non servono ponti ma gallerie sotterranee perchè solo scavando con le unghie in profondità è possibile trovare punti di contatto, poichè solo dentro noi stessi possiamo trovare l'altro e il mondo>>. Ascoltandola nelle sue poesie mi sono ritrovata in Lilith e ho capito che discendo da colei che, come Adamo, è stata creata dalla terra e non da Eva, creata dalla costola dell'uomo per obbedirlo, essergli sottomessa. Trascrivo alcune righe da

"Il ritorno di Lilith"
Io sono Lilith, la dea delle due notti che ritorna dall'esilio.
Io sono Lilith, la donna-destino. Nessun maschio le è mai sfuggito e nessun mschio desidera sfuggirle.
Io sono le due lune Lilith. Quella nera è completata dalla bianca, perchè la mia purezza è la scintilla della sua depravazione, e la mia astinenza l'inizio del possibile. Io sono la donna-paradiso che cadde dal paradiso, e sono la caduta-paradiso.
Io sono la vergine, viso invisibile della scostumatezza, la madre-amante e la donna-uomo. La notte perchè sono il giorno, il lato destro perchè sono il lato siniostro, e il sud perchè sono il nord.
Io sono Lilith dai candidi seni. Irresistibile è il mio fascino perchè i miei capelli sono corvini e lunghi, e di miele sono i miei occhi. Lal eggenda narra fui creata dalla terra per essere la prima donna di Adamo, ma io non mi sono sottomessa.
... Io mi faccio l'amore e mi riproduco per creare un popolo del mio lignaggio, poi uccido i miei amanti per lasciare spazio a coloro che non mi hanno ancora conosciuta.
... Io sono la guardiana del pozzo e il punto di incontro degli opposti. I baci sul mio corpo sono le piaghe di quanti lo tentarono. Dal flauto delle due cosce sale il mio canto, e dal mio canto la maledizione si diffonde come acqua sulla terra.
Dal flauto delle due cosce si eleva il mio canto / e dalla mia lussuria sgorgano i fiumi. / Come non potrebbero esserci maree / ogni volta che tra le mie labbra verticali brilla un sorriso? / ...
Io, i libri mi hanno scritta anche se non mi avete mai letta. Il piacere sfrenato, la sposa ribelle il compimento della lussuria che conduce alla rovina totale: sulla follia si schiude la mia camicia.
Quanti mi ascoltano meritano la morte, e quanti non mi ascoltano moriranno di rabbia.
Non sono nè la ritrosia nè la giumenta facile, piuttosto il fremito della prima teantazione.
Non sono nè la ritrosia nè la giumenta facile, piuttosto lo svanire dell'ultimo rimpianto.
Io sono la leonessa seduttrice e ritorno per coprire i sottomessi di vergogna e per regnare sulla terra. Ritorno per guarire la costola di Adamo e liberare ogni uomo dalla sua Eva.
Io sono Lilith / e ritorno dal mio esilio / per ereditare la morte della madre che ho generato.
Joumana Haddad

Nella raccolta a cura di Valentina Colombo "Non ho peccato abbastanza antologia di poetesse arabe contemporanee" ed. piccola biblioteca oscar nmondadori, tra le altre è inclusa l'intera poesia-racconto "Io sono lilith". Le poesie di Joumana haddad si possono leggere anche sul suo sito www.joumanahaddad.com
Le fotografie sono dal sito www.festivaletteratura.it
categoria:cultura, poesia, libri, , festivaletteratura, joumana haddad

![Blog foto: magi[1]](http://files.splinder.com/276f38c36b3165bdaf0fd1d51c98f15c.jpeg)




