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sabato, 06 settembre 2008

Dentro il Festival




E' il desiderio che fa muovere le montagne, non la fede. (Joumana Haddad)


Di giorno la mia risata appartiene agli altri, ma la mia cena segreta mi appartiene. Chi comprende il mio ritmo mi conosce mi segue ma mai mi raggiunge (J Haddad)




Nel chiostro della chiesa di San Barnaba Joumana Haddad, poetessa, giornalista e traduttrice mi sorprende subito per la giovane età, la bellezza e l'eleganza occidentale. Accompagnata dal violinista Stefano Angiuli e da Nella Roveri, con voce suadente legge e interpreta alcune delle sue poesie alternando un perfetto italiano alla sua lingua d'origine, l'arabo, e lo fa con una passione ed una sensualità travolgente. Dialogando con noi ci racconta della sua passione per Cesare Pavese "incontrato" nella scuola di lingua francese che frequentava, aveva da poco perso una carissima zia, morta suicida, quando la sua professoressa di letteratura propose il poeta italiano con "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi". Le emozioni furono così forti da spingerla a cercare altri lavori di Pavese al punto da studiare l'italiano per poterle leggere in lingua originale. In memoria di Cesare Pavese e di 150 poeti morti suicidi ha dedicato una raccolta di pesie che porta il titolo della già citata poesia. Le sue raccolte, ancora non tradotte in italiano, ma ci ha anticipato che a gennaio 2009 anche in Italia  uscira la prima raccolta nella nostra lingua, sono: "Il tempo del sogno", "Due mani verso l'abisso" ,"Il ritorno di Lilith", "Brutte abitudini" E "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi". Mi trova d'accordo quando dice: <<Dobbiamo concepire noi stessi come due rive di un fiume che guardano l'una come se fosse l'altra la pià bella. Non servono ponti ma gallerie sotterranee perchè solo scavando con le unghie in profondità è possibile trovare punti di contatto, poichè solo dentro noi stessi possiamo trovare l'altro e il mondo>>. Ascoltandola nelle sue poesie mi sono ritrovata in Lilith e ho capito che discendo da colei che, come Adamo, è stata creata dalla terra e non da Eva, creata dalla costola dell'uomo per obbedirlo, essergli sottomessa. Trascrivo alcune righe da




Joumana Haddad@festivaletteratura






"Il ritorno di Lilith"


Io sono Lilith, la dea delle due notti che ritorna dall'esilio.


Io sono Lilith, la donna-destino. Nessun maschio le è mai sfuggito e nessun mschio desidera sfuggirle.


Io sono le due lune Lilith. Quella nera è completata dalla bianca, perchè la mia purezza è la scintilla della sua depravazione, e la mia astinenza l'inizio del possibile. Io sono la donna-paradiso che cadde dal paradiso, e sono la caduta-paradiso.


Io sono la vergine, viso invisibile della scostumatezza, la madre-amante e la donna-uomo. La notte perchè sono il giorno, il lato destro perchè sono il lato siniostro, e il sud perchè sono il nord.


Io sono Lilith dai candidi seni. Irresistibile è il mio fascino perchè i miei capelli sono corvini e lunghi, e di miele sono i miei occhi. Lal eggenda narra fui creata dalla terra per essere la prima donna di Adamo, ma io non mi sono sottomessa.


... Io mi faccio l'amore e mi riproduco per creare un popolo del mio lignaggio, poi uccido i miei amanti per lasciare spazio a coloro che non mi hanno ancora conosciuta.


... Io sono la guardiana del pozzo e il punto di incontro degli opposti. I baci sul mio corpo sono le piaghe di quanti lo tentarono. Dal flauto delle due cosce sale il mio canto, e dal mio canto la maledizione si diffonde come acqua sulla terra.


Dal flauto delle due cosce si eleva il mio canto / e dalla mia lussuria sgorgano i fiumi. / Come non potrebbero esserci maree / ogni volta che tra le mie labbra verticali brilla un sorriso? / ...


Io, i libri mi hanno scritta anche se non mi avete mai letta. Il piacere sfrenato, la sposa ribelle il compimento della lussuria che conduce alla rovina totale: sulla follia si schiude la mia camicia.


Quanti mi ascoltano meritano la morte, e quanti non mi ascoltano moriranno di rabbia.


Non sono nè la ritrosia nè la giumenta facile, piuttosto il fremito della prima teantazione.


Non sono nè la ritrosia nè la giumenta facile, piuttosto lo svanire dell'ultimo rimpianto.


Io sono la leonessa seduttrice e ritorno per coprire i sottomessi di vergogna e per regnare sulla terra. Ritorno per guarire la costola di Adamo e liberare ogni uomo dalla sua Eva.




Io sono Lilith / e ritorno dal mio esilio / per ereditare la morte della madre che ho generato.


Joumana Haddad




Joumana Haddad 2 @festivalleteratura






Nella raccolta a cura di Valentina Colombo "Non ho peccato abbastanza antologia di poetesse arabe contemporanee" ed. piccola biblioteca oscar nmondadori, tra le altre è inclusa l'intera poesia-racconto "Io sono lilith". Le poesie di Joumana haddad si possono leggere anche sul suo sito www.joumanahaddad.com


Le fotografie sono dal sito www.festivaletteratura.it


 









postato da: Bassaidaj alle ore settembre 06, 2008 10:04 | Permalink | commenti (2)
categoria:cultura, poesia, libri, , festivaletteratura, joumana haddad
domenica, 08 giugno 2008

"Una Mamma è per tutta la vita perchè è generosa, tenera e affettuosa. Una Mamma è per sempre" Questo è lo slogan che ha scritto mia figlia sul poster appeso nella sua camera, realizzato alle elementari.


Si. Una mamma è per sempre, e per tutta la vita non smetterà di gioire, soffrire, preoccuparsi, per e con i propri figli.


"Si può amare chiunque, ad eccezione di chi non vuole essere amato" Altra frase fondamentale per il vivere civile.


Mia figlia, 21 anni da pochi giorni, La denominerò Perla, ha deciso di lasciare il suo ragazzo (22), dopo 4 anni di frequentazione a sighiozzo, lui l'ha lasciata più volte, tenedola però al "guinzaglio" quanto basta perchè non fosse "invogliata" a frequentare un altro ragazzo, e potersela "riprendere" a suo comodo. Mentre il padre (di mia figlia) ha contrastato pesantemente questa relazione "malsana", alienandosi la fiducia e la confidenza di Perla, io. pur con ansia e preoccupazione, ho rispettato la scelta di Perla pregando e sperando che la relazione finisse e cercando di interferire il meno possibile. Ovviamente non le ho mai nascosto il mio pensiero riguardo a questo rapporto, ma, per quanto doloroso possa essere, il ruolo del genitore è anche quello di lascir decidere ai figli della proprie vita, e lascirli anche sbagliare. (sono anche convinta che contrastare le relazioni dei nostri "pargoli" sortisca la reazione contraria), Vigilando non escano dai binari, beninteso. Insomma, senza entrare nei dettagli, finalmente Perla ha deciso di chiudere questa relazione che la faceva soffrire.


Io, mio figlio, il mio ex marito e la sua compagna, ci siamo illusi che finalmente un triste capitolo che ha coinvolto la nostra Perla si fosse concluso, ma non avevamo "fatto i conti" con qualcosa di altrettanto preoccupante e pericoloso. Lo Stalking.


La definizione di stalking viene data a colui che si "apposta", che "insegue", che "pedina e controlla" le proprie vittime.


All'inizio, pur preoccupandomi e vigilando, volevo credere che i pedinamenti, le telefonate, i messaggi (una sera l'ha anche "sequestrata" nella di Lei automobile), che Perla subiva, fossero il disperato tentativo del ragazzo di "riconquistarla". L'istinto registrava che il tutto era "malato", ma sembra sempre che la voglia di proteggere i nostri cari ci spinga a esagerare le nostre paure  e preoccupazioni. Se aggiungiamo anche che, chiesto consiglio alle forze dell'ordine, una denuncia per molestie rischiava di gettare benzina sul fuoco, noi genitori siamo rimasti a vigilare col fiato sospeso nella speranza il ragazzo smettesse.


Purtroppo non ha smesso



Venerdì sera l'ha aspettata all'uscita dal lavoro, l'ha sorpresa alle spalle impedendole di aprire la macchina, l'ha aggredita verbalmente; l'ha aggredita fisicamente spingendola e strattonandola; con un pugno ha frantumato il finestrino lato guidatore dell'auto, ha preso la stessa a calci e pugni ammaccandola, ha strappato il tergicristallo del lunotto posteriore. Il tutto è avvenuto sotto gli occhi della madre di lui che l'aveva accompagnato e non ha fatto quasi nulla per impedire al figlio. Perla, spaventata, per paura che la inseguisse invece di correre nel centro dove lavora per chiedere aiuto alla sorveglianza, è salita in macchina appena ha potuto ed è scappata a casa. Pronto soccorso, carabinieri, carrozziere, denuncia, sono le conseguenze di quella relazione malsana. L'angoscia la preoccupazione che mi attanagliano non si possono descrivere e non si possono sedare. Le cronache ci insegnano che denunce e diffide non fermano gli stalker. Il loro obbiettivo malato è quello di impedire alla loro vittima di avere qualsiasi tipo di vita separata dalla loro.


Se avessi contrastato anch'io quella relazione, ora mia figlia sarebbe in pericolo? A questa domanda non avrò mai risposta. 

postato da: Bassaidaj alle ore giugno 08, 2008 10:23 | Permalink | commenti (8)
categoria:affetti, , genitori, figli, stalking, stolker