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domenica, 08 giugno 2008

"Una Mamma è per tutta la vita perchè è generosa, tenera e affettuosa. Una Mamma è per sempre" Questo è lo slogan che ha scritto mia figlia sul poster appeso nella sua camera, realizzato alle elementari.


Si. Una mamma è per sempre, e per tutta la vita non smetterà di gioire, soffrire, preoccuparsi, per e con i propri figli.


"Si può amare chiunque, ad eccezione di chi non vuole essere amato" Altra frase fondamentale per il vivere civile.


Mia figlia, 21 anni da pochi giorni, La denominerò Perla, ha deciso di lasciare il suo ragazzo (22), dopo 4 anni di frequentazione a sighiozzo, lui l'ha lasciata più volte, tenedola però al "guinzaglio" quanto basta perchè non fosse "invogliata" a frequentare un altro ragazzo, e potersela "riprendere" a suo comodo. Mentre il padre (di mia figlia) ha contrastato pesantemente questa relazione "malsana", alienandosi la fiducia e la confidenza di Perla, io. pur con ansia e preoccupazione, ho rispettato la scelta di Perla pregando e sperando che la relazione finisse e cercando di interferire il meno possibile. Ovviamente non le ho mai nascosto il mio pensiero riguardo a questo rapporto, ma, per quanto doloroso possa essere, il ruolo del genitore è anche quello di lascir decidere ai figli della proprie vita, e lascirli anche sbagliare. (sono anche convinta che contrastare le relazioni dei nostri "pargoli" sortisca la reazione contraria), Vigilando non escano dai binari, beninteso. Insomma, senza entrare nei dettagli, finalmente Perla ha deciso di chiudere questa relazione che la faceva soffrire.


Io, mio figlio, il mio ex marito e la sua compagna, ci siamo illusi che finalmente un triste capitolo che ha coinvolto la nostra Perla si fosse concluso, ma non avevamo "fatto i conti" con qualcosa di altrettanto preoccupante e pericoloso. Lo Stalking.


La definizione di stalking viene data a colui che si "apposta", che "insegue", che "pedina e controlla" le proprie vittime.


All'inizio, pur preoccupandomi e vigilando, volevo credere che i pedinamenti, le telefonate, i messaggi (una sera l'ha anche "sequestrata" nella di Lei automobile), che Perla subiva, fossero il disperato tentativo del ragazzo di "riconquistarla". L'istinto registrava che il tutto era "malato", ma sembra sempre che la voglia di proteggere i nostri cari ci spinga a esagerare le nostre paure  e preoccupazioni. Se aggiungiamo anche che, chiesto consiglio alle forze dell'ordine, una denuncia per molestie rischiava di gettare benzina sul fuoco, noi genitori siamo rimasti a vigilare col fiato sospeso nella speranza il ragazzo smettesse.


Purtroppo non ha smesso



Venerdì sera l'ha aspettata all'uscita dal lavoro, l'ha sorpresa alle spalle impedendole di aprire la macchina, l'ha aggredita verbalmente; l'ha aggredita fisicamente spingendola e strattonandola; con un pugno ha frantumato il finestrino lato guidatore dell'auto, ha preso la stessa a calci e pugni ammaccandola, ha strappato il tergicristallo del lunotto posteriore. Il tutto è avvenuto sotto gli occhi della madre di lui che l'aveva accompagnato e non ha fatto quasi nulla per impedire al figlio. Perla, spaventata, per paura che la inseguisse invece di correre nel centro dove lavora per chiedere aiuto alla sorveglianza, è salita in macchina appena ha potuto ed è scappata a casa. Pronto soccorso, carabinieri, carrozziere, denuncia, sono le conseguenze di quella relazione malsana. L'angoscia la preoccupazione che mi attanagliano non si possono descrivere e non si possono sedare. Le cronache ci insegnano che denunce e diffide non fermano gli stalker. Il loro obbiettivo malato è quello di impedire alla loro vittima di avere qualsiasi tipo di vita separata dalla loro.


Se avessi contrastato anch'io quella relazione, ora mia figlia sarebbe in pericolo? A questa domanda non avrò mai risposta. 

postato da: Bassaidaj alle ore giugno 08, 2008 10:23 | Permalink | commenti (8)
categoria:affetti, , genitori, figli, stalking, stolker
giovedì, 06 dicembre 2007

Christmas nativitàSereno Natale e nel 2008 ... 




Amore e Strepitoso Successo!










cardinale su ramo







Non è tutta colpa dei genitori!




Ora sono proprio stanca! PREMESSA: Sono madre da 20 anni e da 17 sono attivamente partecipe alla vita scolastica dei miei figli. Sono da sempre rappresentante di classe, (ruolo che nessuno vuol mai ricoprire); sono stata eletta negli organi collegiali (consiglio d'istituo, dal quale vengono decise e deliberate tutte le regole e leggi interne all'istituo, ne vengono gestite le spese ecc. eccetto il programma formativa che spetta ai docenti). In qualità di genitore ho pensato un progetto una serie di incontri dedicati alla comunicazione dei media e a quella tra adulti e ragazzi, per reliazzarlo ho cercato (e trovato) genitori interessati con i quali condividere e realizzare il progetto (contattare i relatori competenti, cercare i fondi per pagarli, distribuire, raccogliere e tabulare il questionario ecc.). Partecipo a tutte le iniziative proposte dalla scuola e, ovviamente, m'interesso dell'andamento scolastico dei miei figli andando frequentemente ai colloqui con gli insegnati.  Sono una mamma attenta, m'interesso a loro: cosa fanno dove e con chi; ho un dialogo con loro, e vi assicuro che quando arriva la fase adolescenziale ci vuole tanta buona volontà e pazienza e più che dialoghi sono scontri e battaglie verbali. Li seguo e sostengo nelle loro attività sportive, e sono lì in ogni moento importante della loro vita. è il mio dovere




Faccio tutto questo per Amore, solo per Amore. Perchè ci credo.                      E "tutto questo" nonostante le grandi e drammatiche difficolta quotidiane che tutt'ora devo affrontare. Ovviamente, "tutto questo", non esclude che i figli, (esseri pensanti in autonomia e fisicamente attivi), vadano male a scuola o combinino qualche "marachella".




Non sono l'unica, come me tanti altri bravi genitori si "spaccano in quattro" per amore dei loro figli, e allora, Perchè i mali di questo mondo vengono attribuiti sempre e solo a noi genitori? Ho "calcolato" la giornata tipo di mio figlio adolescente 16enne ed è risultato che, in una settimana (168 ore) trascorre in casa sveglio 35 - 40 ore, (le rimanenti 55 - 60 dorme), a scuola 34 oreall'attività sportiva dedica 16 ore, 12 ore le passa sui mezzi pubblici per andare e tornare da scuola, nelle restanti ore frequenta gli amici fuori casa, oratorio e luoghi di ritrovo giovanili, casa di amici ecc. Ora, valutando che in casa si guarda anche la televisione, si ascolta la radio, si usa il computer (videogiochi, ricerche e non ecc.), si studia (mio figlio poco, purtroppo), qualcuno mi sa dire perchè è sempre e solo colpa di noi genitori? Le ore che trascorrono fuori casa, scuola compresa che ne occupa una bella parte, non hanno nessuna influenza sui nostri ragazzi?




All'ultimo consiglio di classe non ce l'ho più fatta e sono sbottata in tutto il mio disappunto, la maggior parte dei docenti preside compresa, non ha figli, come si permettono di criticare ciò che non conoscono? Come si permettono di valutare come tutti uguali i genitori? E proprio a noi rappresentanti che per il solo fatto di essere presenti smentiamo le loro affermazioni riguardo genitori inetti indifferenti ed egoisti!? L'istituzione scolastica è obsoleta, le riforme sono servite solo a mettere in difficoltà e di malumore i docenti, di concreto per l'istruzione dei nostri ragazzi si è fatto ben poco. Si insegna ancora come quando andavo a scuola io, ma i nostri ragazzi vivono in una realtà completamente diversa dalla nostra fanciullezza e adolescenza. La scuola si deve adeguare all'attuale percezione e assimilazione degli studenti e deve aiutare e formare i docenti a questo. Non si può continuare a scaricare solo sulle famiglie lo scarso interesse dei ragazzi verso la scuola, la loro intolleranza a frequentarla, la loro scarsa attenzione in classe, la loro tendenza al mancato rispetto delle regole scolastiche. Se gli stessi ragazzi a casa, nello sport e in altri contesti sociali si comportano in modo rispettoso ed educato, mentre a scuola e in classe queste regole vengono trasgredite, siamo sicuri che la colpa sia sempre e solo della famiglia? Siamo sicuri che dentro la scuola e classe non ci sia qualcosa di sbagliato che influenza e spinge a tale comportamento? Nonostante ritenga l'ìstituzione scolastica poco adeguata all'attuale ricezione nell'apprendere dei nostri figli, questa e la Scuola che abbiamo, e deve essere anche scuola di vita. Ha le sue regole e spingo mio figlio a rispettarle, a rispettare i docenti e il loro lavoro, ad adeguarsi ed imparare a gestire anche i docenti con i caratteri o i metodi d'insegnamento più rigidi e pesanti, saprà affrontare al meglio i personaggi simili che nella vita s'incontrano. Ma com'è tipico dell'età, mio figlio sbuffa ribatte e protesta.




Conclusione: Sono convinta che il mio impegno mi darà soddisfazione e intendo continuare su questa linea, ma sono davvero stanca di sentimi addebitare "colpe" e ribadisco NON è TUTTA COLPA DEI GENITORI!








Questo è argomento che sento particolarmente e mi piacerebbe sentire i pareri di altre persone.
















 

postato da: Bassaidaj alle ore dicembre 06, 2007 09:31 | Permalink | commenti (14)
categoria:famiglia, scuola, genitori, figli, societÃ