"Una Mamma è per tutta la vita perchè è generosa, tenera e affettuosa. Una Mamma è per sempre" Questo è lo slogan che ha scritto mia figlia sul poster appeso nella sua camera, realizzato alle elementari.
Si. Una mamma è per sempre, e per tutta la vita non smetterà di gioire, soffrire, preoccuparsi, per e con i propri figli.
"Si può amare chiunque, ad eccezione di chi non vuole essere amato" Altra frase fondamentale per il vivere civile.
Mia figlia, 21 anni da pochi giorni, La denominerò Perla, ha deciso di lasciare il suo ragazzo (22), dopo 4 anni di frequentazione a sighiozzo, lui l'ha lasciata più volte, tenedola però al "guinzaglio" quanto basta perchè non fosse "invogliata" a frequentare un altro ragazzo, e potersela "riprendere" a suo comodo. Mentre il padre (di mia figlia) ha contrastato pesantemente questa relazione "malsana", alienandosi la fiducia e la confidenza di Perla, io. pur con ansia e preoccupazione, ho rispettato la scelta di Perla pregando e sperando che la relazione finisse e cercando di interferire il meno possibile. Ovviamente non le ho mai nascosto il mio pensiero riguardo a questo rapporto, ma, per quanto doloroso possa essere, il ruolo del genitore è anche quello di lascir decidere ai figli della proprie vita, e lascirli anche sbagliare. (sono anche convinta che contrastare le relazioni dei nostri "pargoli" sortisca la reazione contraria), Vigilando non escano dai binari, beninteso. Insomma, senza entrare nei dettagli, finalmente Perla ha deciso di chiudere questa relazione che la faceva soffrire.
Io, mio figlio, il mio ex marito e la sua compagna, ci siamo illusi che finalmente un triste capitolo che ha coinvolto la nostra Perla si fosse concluso, ma non avevamo "fatto i conti" con qualcosa di altrettanto preoccupante e pericoloso. Lo Stalking.
La definizione di stalking viene data a colui che si "apposta", che "insegue", che "pedina e controlla" le proprie vittime.
All'inizio, pur preoccupandomi e vigilando, volevo credere che i pedinamenti, le telefonate, i messaggi (una sera l'ha anche "sequestrata" nella di Lei automobile), che Perla subiva, fossero il disperato tentativo del ragazzo di "riconquistarla". L'istinto registrava che il tutto era "malato", ma sembra sempre che la voglia di proteggere i nostri cari ci spinga a esagerare le nostre paure e preoccupazioni. Se aggiungiamo anche che, chiesto consiglio alle forze dell'ordine, una denuncia per molestie rischiava di gettare benzina sul fuoco, noi genitori siamo rimasti a vigilare col fiato sospeso nella speranza il ragazzo smettesse.
Purtroppo non ha smesso
Venerdì sera l'ha aspettata all'uscita dal lavoro, l'ha sorpresa alle spalle impedendole di aprire la macchina, l'ha aggredita verbalmente; l'ha aggredita fisicamente spingendola e strattonandola; con un pugno ha frantumato il finestrino lato guidatore dell'auto, ha preso la stessa a calci e pugni ammaccandola, ha strappato il tergicristallo del lunotto posteriore. Il tutto è avvenuto sotto gli occhi della madre di lui che l'aveva accompagnato e non ha fatto quasi nulla per impedire al figlio. Perla, spaventata, per paura che la inseguisse invece di correre nel centro dove lavora per chiedere aiuto alla sorveglianza, è salita in macchina appena ha potuto ed è scappata a casa. Pronto soccorso, carabinieri, carrozziere, denuncia, sono le conseguenze di quella relazione malsana. L'angoscia la preoccupazione che mi attanagliano non si possono descrivere e non si possono sedare. Le cronache ci insegnano che denunce e diffide non fermano gli stalker. Il loro obbiettivo malato è quello di impedire alla loro vittima di avere qualsiasi tipo di vita separata dalla loro.
Se avessi contrastato anch'io quella relazione, ora mia figlia sarebbe in pericolo? A questa domanda non avrò mai risposta.

![Blog foto: magi[1]](http://files.splinder.com/276f38c36b3165bdaf0fd1d51c98f15c.jpeg)





Sereno Natale e nel 2008 ... 