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domenica, 14 ottobre 2007

Ancora sul blocco dei veicoli Euro 0 




I sindaci dei 14 Comuni della Provincia di Mantova, inseriti dalla Regione Lombardia nella fascia A 1 per la riqualificazione ambientale, si sono ribellati al provvedimento emesso dal ministro Formigoni e non intendono applicare la normativa; hanno invece deciso di ricorrere al TAR. Interessati allo "stop" più di 40.000 (pov. Mantova) veicoli pre-Euro1 e Euro1 diesel. I Vigili urbani non applicheranno la sanzione prevista, Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza potrebbero applicare la normativa e sanzionare le auto incriminate. Dalle ultime notizie si legge che è prevista una deroga per i veicoli dei portatori di handicap. Per i mezzi delle Forze Armate e di Polizia, dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile (ma di questi veicoli non è responsabile lo Stato che dovrebbe dare l'esempio e sostituire i propri mezzi inquinanti dando l'esempio?). Per i mezzi pubblici (ma se inquinano più delle auto!!!) e scuolabus, per i mezzi di soccorso. Non li elenco tutti i veicoli contemplati nella deroga, basta andare sul sito della regine per leggerli tutti, ma in pratica gli unici che rimangono esclusi sono i lavoratori che non operano in settori di pubblica utilità quali gas, elettricità, rifiuti, sanità ecc.).


Nell'incertezza le concessionarie della zona si danno da fare proponendo pagamenti con finanziamenti a tasso 0; la scorsa settimana mi sono recata in alcune di esse per valutare modelli di auto "utilitarie" i loro prezzi e finanziamenti, ebbene per molte automobili non in promozione per il "lancio" del nuvissimo modello, il finanziamento era con interessi. Ieri sul quotidiano locale le "offerte" con pagamenti dilazionati a tasso 0 proliferavano, anche per i mezzi che solo la scorsa settimana non li prevedevano. Purtroppo per me, in questo momento, anche a tasso 0 le rate sono sempre troppo alte.

postato da: Bassaidaj alle ore ottobre 14, 2007 10:42 | Permalink | commenti
categoria:inquinamento, ambiente, indignazione, veicoli, nuove leggi
mercoledì, 28 giugno 2006












La detrazione resta legata alla dimora






Finalmete una bella notizia. Da "l'esperto risponde" su www.ilsole24ore.com :






In caso di separazione legale o di divorzio, i soggetti obbligati al pagamento dell'Ici per la csa familiare assegnata a uno di essi, sono entrambi i coniugi o ex cvonigi, ciascuno per la propria quota di diritto, se comproprietari della casa stessa. Tale principio generale, edificato sul canone giurisprudenziale stabilito dalla Commissione tributaria provinciale di Firenze ... è stato avvalorato anche dall'agenzia delle Entrate nella circolare 17/E del 18 maggio 2006. Ora, dunque, autorevoli interpreti ... e giudidci di legittimità ... e tributari di merito ... condividono il principio generale secondo cui i coniugi (o ex coniugi)  assegnatari della casa (o ex casa) coniugale non possono assumere automaticamente la qualità di soggetto passivo d'imposta (Ici e Irpef) allorchè il giudice della separazione (o del divorzio) assegni a uno di loro (coniuge con prole) l'abitazione nella casa familiare, dal momento che il giudice stesso stabilisce non un diritto reale di abitazione, ma un semplice diritto personale di credito sulla medesima abitazione...






Essì, stavolta pago solo 52 € anzichè 152, e posso chiedere il rimborso delle cifre eccedenti già pagate. Ovviamente  la Commissione tributaria provinciale Agenzia delle Entrate chiederà, con tanto di sanzione, la cifra non pagata a quel "furbone" del mio coniuge dal braccino corto. Voglio proprio vedere se a loro intenta dei ricorsi per non pagare!






Una bolletta da pagare senza patemi e spasmi allo stomaco equivale a distogliere lo sguardo dall'abisso. Almeno per un attimo.






 

postato da: Bassaidaj alle ore giugno 28, 2006 21:26 | Permalink | commenti (3)
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